Archivi del mese: agosto 2011

Riforme strutturali

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Udite, udite…


Pensavate che dietro la crisi della finanza mondiale ci fosse la Grecia e che i greci, questi spendaccioni corrotti, dovessero essere salvati, sì, ma insieme privati della loro sovranità nazionale, come gli italiani, del resto, e i portoghesi e gli irlandesi?
Vi sbagliavate, le cose stanno diversamente …

Tra il 2007 e il 2010 la Federal Reserve ha prestato a banche e Governi 16 trilioni di dollari a tasso zero. L’operazione è emersa grazie alla ricerca di due senatori statunitensi, Bernie Sanders, indipendente, e Jim DeMint, repubblicano.
Le cifre ci dicono che, tra il dicembre 2007 e il giugno 2010, senza che nessuno sapesse niente, la Federal Reserve ha tolto dal brago banche, corporations, governi sotto diverse latitudini e longitudini, dalla Francia alla Scozia, e chissà fin dove è arrivata la sua “beneficenza”, con la non modica cifra di 16 mila miliardi di dollari, cioè sedici trilioni di dollari. Tutto questo ben di Dio sarebbe stato collocato sotto la vocina di bilancio di un “programma onnicomprensivo di prestiti”. Ma nessuno, nemmeno il Congresso americano ne è stato informato. Di quei 16 trilioni non un dollaro è ritornato indietro. Eppure sono stati prestati a tasso zero, cioè gratis et amore dei. Per avere un’idea della cifra, basti pensare che il prodotto interno lordo annuale degli USA si aggira attorno a 14,2 trilioni e che il debito complessivo degli Stati Uniti viaggia sui 14,5 trilioni. Dunque, concludendo, un gruppo di banchieri, che non sono stati eletti da nessuno, prende decisioni di portata mondiale, compra e ricatta governi, banche corporations. Perchè lo fanno? Perchè il sistema è esploso e va al collasso, e loro lo drogano con denaro finto, perchè possa continuare a funzionare.

Leggi l’articolo completo sul blog di Giulietto Chiesa.

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Dada-um-pa

Alice ed Ellen Kessler compiono oggi 75 anni. Nate a Nerchau, in Sassonia, il 20 agosto 1936, fuggite con la famiglia nella Germania Ovest, arrivate a 19 anni tra le fila delle mitiche Blubell del Lido di Parigi, gli italiani le scoprirono nel 1961, ospiti della trasmissione televisiva Studio Uno, per le loro gambe mozzafiato, lunghe, lunghissime, che, come ricorda l’Enciclopedia della televisione curata da Aldo Grasso – rischiarono “di provocare uno scandalo” tanto da essere “opportunamente nascoste da pesanti calze di lana scura”.

Dada-um-pa era la sigla musicale di Studio Uno. La canzone – entrata a far parte dell’immaginario collettivo – colpì in maniera particolare il telespettatore medio della televisione nazionalpopolare italiana degli anni sessanta, in virtù della sua orecchiabilità e della danza di accompagnamento eseguita dalle artiste tedesche insieme ai boys Gemelli Black Burns.

Lo schiaffo

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In un pomeriggio di fine estate a Melbourne, un microcosmo cosmopolita di uomini e donne si ritrova attorno al barbecue di Aisha e Hector, lei affascinante veterinaria di origine indiana, lui avvenente quarantenne di origine greca. Assieme ai padroni di casa ci sono Harry, il ricco cugino di Hector, e sua moglie Sandi, una serba con un corpo da fotomodella; Bilal, un aborigeno appena convertito all’islam, e sua moglie Shamira; Anouk, sceneggiatrice di soap accompagnata da Rhys, un giovane attore, sua fiamma del momento; Rosie, amica di lunga data di Aisha, con il marito Gary, pittore fallito dedito all’alcol, ed il pestifero figlioletto Hugo; Manolis, anziano padre di Hector, e Connie, giovane collaboratrice di Aisha.

Tutto sembra procedere per il meglio sino a quando il piccolo Hugo, sferra un calcione negli stinchi di Harry e questi, senza pensarci due volte colpisce il bambino con un sonoro schiaffo.

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Sesso, droga e rock’n’roll. Il piacere nell’Arca di Noè

In un libro appena uscito negli Stati Uniti, Jonathan Balcombe esplora i segreti dell’edonismo in mammiferi, rettili o insetti, dal lemure alla tartaruga. Per rompere un tabù e promuovere una nuova sensibilità.
È questo l’intento di “The Exultant Ark“, l’arca esultante, un libro da poco uscito negli Stati Uniti a firma di Jonathan Balcombe, direttore del Dipartimento di Scienze Animali della Humane Society University di Washington DC. Da anni l’etologo sostiene che raccontare i piaceri degli altri esseri viventi sia il modo migliore per promuovere una nuova cultura più rispettosa dell’ambiente e dei suoi abitanti. Per farlo, questa volta ha deciso di avvalersi dell’aiuto di un centinaio di fotografi, che da un capo all’altro del mondo hanno immortalato il piacere zoomorfo nelle sue varie declinazioni. Gioco, tatto, corteggiamento e sesso. Ma anche cibo, confort, compagnia e – perché no – amore.

Leggi recensione su Repubblica.it

Intervista a Jonathan Balcombe

Si fa presto a dire medusa: Polmone di mare

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Chi ha paura di una pistola ad acqua?

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La iniziativa è partita ancora una volta da Facebook, a conferma del fatto che pare non possa esistere fermento sociale che prescinda dal popolare social network.
L’appuntamento, fissato in un parco pubblico di Bandar Abbas, nel sud dell’Iran, si ispirava ad un analogo raduno svoltosi il 29 luglio scorso a Teheran: ragazzi e ragazze armati di pistole ad acqua, accorsi a centinaia, si lasciano andare ad una sfida “all’ultimo spruzzo”.
Ma l’innocente svago è stato giudicato un’azione “haram” (cioè vietata dalla religione): sotto accusa sopratutto le immagini, giudicate immorali, delle ragazze con “veli scomposti e vestiti bagnati”, che hanno portato all’arresto di diciassette ragazzi, poi rilasciati su cauzione.

Di cosa ha paura il regime? Della capacità di mobilitazione dei social network? o dei sorrisi di questi ragazzi?

Fonti:
Corriere della Sera 6 agosto 2011
La Repubblica 7 agosto 2011
Foto:
http://tehranlive.org/