Il piccolo miracolo delle piante nate sul molo della Cala

Ci vuole la tenacia dei pionieri e la forza della natura per resistere all’aria salmastra, per mettere radici là dove non sarebbe possibile. I manuali di botanica parlerebbero di “condizioni estreme”, i pescatori che fanno tappa nell’antico approdo dopo le battute all’Arenella non ci hanno fatto nemmeno caso. Eppure quelle piante sono lì, a sfidare le maree e gli spruzzi di salsedine. Crescono in minuscoli anfratti della nuova Cala, ridisegnata e ripulita alcuni fa, dopo decenni di abbandono. E se il prato è stato imposto dai progettisti le piante no, sono figlie del vento o del caso. Non ci dovrebbero essere, eppure ci sono. E’ un bel rebus, è un bell’interrogativo capire come fa un alberello di Ficus microcarpa a trovare dimora in un interstizio di Billiemi. I botanici ci dicono che è l’albero più diffuso in città, stradoni suburbani e strade del centro ne sono pieni: tremila alberi. E dunque il calcolo delle probabilità premia la presenza di un cespuglio di ficus a venti centimetri dall’’acqua. C’è da giurare che quando s’alza il maestrale sarà sommerso dall’acqua salata, dannosa per tutte le piante, eppure il ficus resiste ed è ancora là.

Fonte: Zoom sulla città – Blog – Palermo – Repubblica.it

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