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Nonostante tutto, c’è sempre l’alba di un nuovo giorno

L’autoscatto del macaco

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Nel 2011 il fotografo naturalista David Slater, durante un viaggio in Indonesia per un servizio fotografico sui cinopitechi (Macaca nigra), decise di lasciare la propria macchina fotografica su un treppiedi lasciando il comando a distanza dello scatto inserito, a disposizione dei macachi.

Una femmina schiacciò più volte il dispositivo scattando diverse fotografie: molte risultarono non utilizzabili, ma alcune presentavano invece chiare inquadrature del macaco, che Slater distribuì chiamandole “autoscatto del macaco”. Il fotografo vendette le foto all’agenzia di stampa Caters, rivendicandone il copyright.

Attorno a queste fotografie si è sviluppata una querelle sulla questione dei diritti d’autore. Nel 2014 le immagini vennero infatti caricate sui server di Wikimedia Commons che contestando la rivendicazione del copyright da parte di Slater le ha ritenute immagini di pubblico dominio,  in base al fatto che i diritti di autore spetterebbero al macaco, che in quanto non umano non può essere considerato una personalità giuridica  soggetta alla legge sul copyright.

Per saperne di più vedi Autoscatto del macaco su wikipedia.

Mauritius

Mauritius è un’isola, relativamente piccola, di origine vulcanica, adagiata nell’oceano Indiano, a est del Madagascar.

“Dio creò prima Mauritius e poi il paradiso terrestre, che ne è la copia”, esclamò estasiato Mark Twain dopo averla visitata.

Oltre ad essere ricca di bellezze naturali, l’isola è anche il secondo centro finanziario più importante dell’Africa.

E, diavolo falla, è anche considerata il paradiso degli honeymooner …

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Il piccolo miracolo delle piante nate sul molo della Cala

Ci vuole la tenacia dei pionieri e la forza della natura per resistere all’aria salmastra, per mettere radici là dove non sarebbe possibile. I manuali di botanica parlerebbero di “condizioni estreme”, i pescatori che fanno tappa nell’antico approdo dopo le battute all’Arenella non ci hanno fatto nemmeno caso. Eppure quelle piante sono lì, a sfidare le maree e gli spruzzi di salsedine. Crescono in minuscoli anfratti della nuova Cala, ridisegnata e ripulita alcuni fa, dopo decenni di abbandono. E se il prato è stato imposto dai progettisti le piante no, sono figlie del vento o del caso. Non ci dovrebbero essere, eppure ci sono. E’ un bel rebus, è un bell’interrogativo capire come fa un alberello di Ficus microcarpa a trovare dimora in un interstizio di Billiemi. I botanici ci dicono che è l’albero più diffuso in città, stradoni suburbani e strade del centro ne sono pieni: tremila alberi. E dunque il calcolo delle probabilità premia la presenza di un cespuglio di ficus a venti centimetri dall’’acqua. C’è da giurare che quando s’alza il maestrale sarà sommerso dall’acqua salata, dannosa per tutte le piante, eppure il ficus resiste ed è ancora là.

Fonte: Zoom sulla città – Blog – Palermo – Repubblica.it

Arcipelago di Nosy Be 2015

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Nosy Be è un’isola che sorge nelle acque del canale di Mozambico, poco al largo della costa nord-occidentale del Madagascar. È circondata da un arcipelago di altre isole minori ed è immersa in acque calde in tutte le stagioni dell’anno.

L’isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar.

Ci sono stato nell’ottobre del 2015.

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Reef di St. John 2014

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Il reef di St. John è un arcipelago di atolli corallini situato nel mar Rosso meridionale, all’altezza del Tropico del Cancro.

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Qui sotto un primo montaggio “sperimentale” di alcune riprese subacquee effettuate con GOPRO Hero 3

Camargue aprile 2014

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