Elogio della fuga

More about Elogio della fuga“Quando non può lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l’andatura di cappa che lo fa andare alla deriva, e la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla costa, il solo modo di salvare barca ed equipaggio. E in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all’orizzonte delle acque tornate calme. Rive sconosciute che saranno per sempre ignorate da coloro che hanno l’illusoria fortuna di poter seguire la rotta dei carghi e delle petroliere, la rotta senza imprevisti imposta dalle compagnie di navigazione”.

Henri Laborit, “Elogio della fuga

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Il piccolo miracolo delle piante nate sul molo della Cala

Ci vuole la tenacia dei pionieri e la forza della natura per resistere all’aria salmastra, per mettere radici là dove non sarebbe possibile. I manuali di botanica parlerebbero di “condizioni estreme”, i pescatori che fanno tappa nell’antico approdo dopo le battute all’Arenella non ci hanno fatto nemmeno caso. Eppure quelle piante sono lì, a sfidare le maree e gli spruzzi di salsedine. Crescono in minuscoli anfratti della nuova Cala, ridisegnata e ripulita alcuni fa, dopo decenni di abbandono. E se il prato è stato imposto dai progettisti le piante no, sono figlie del vento o del caso. Non ci dovrebbero essere, eppure ci sono. E’ un bel rebus, è un bell’interrogativo capire come fa un alberello di Ficus microcarpa a trovare dimora in un interstizio di Billiemi. I botanici ci dicono che è l’albero più diffuso in città, stradoni suburbani e strade del centro ne sono pieni: tremila alberi. E dunque il calcolo delle probabilità premia la presenza di un cespuglio di ficus a venti centimetri dall’’acqua. C’è da giurare che quando s’alza il maestrale sarà sommerso dall’acqua salata, dannosa per tutte le piante, eppure il ficus resiste ed è ancora là.

Fonte: Zoom sulla città – Blog – Palermo – Repubblica.it

Arcipelago di Nosy Be 2015

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Nosy Be è un’isola che sorge nelle acque del canale di Mozambico, poco al largo della costa nord-occidentale del Madagascar. È circondata da un arcipelago di altre isole minori ed è immersa in acque calde in tutte le stagioni dell’anno.

L’isola ospita la Riserva naturale di Lokobe, una delle cinque riserve naturali integrali del Madagascar.

Ci sono stato nell’ottobre del 2015.

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Sesso libero, gioioso e adultero. Per essere felici fatelo come i primitivi

I nostri antenati avevano una sessualità libera e aperta, proprio come le scimmie da cui discendiamo. Un saggio sostiene che è a loro che dobbiamo guardare per andare oltre la nostra infelicità sessuale, senza divorzi, separazioni e gelosie omicide.

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/12/21/news/la-monogamia-e-contro-natura-1.244262

Alla parola preistoria associate una donna trascinata per i capelli da un uomo con la clava e uno scenario fatto di povertà e brutalità? Toglietevi questo cliché dalla testa. Con tutta probabilità i nostri antenati cacciatori, per intenderci gli ominidi precedenti alla rivoluzione agricola, vivevano in un mondo di collaborazione reciproca e armonia, dove le donne contavano come gli uomini e dove soprattutto la sessualità era libera e aperta, senza gelosia né alcuna ossessione verso l’accertamento della paternità dei nuovi arrivati, tanto che la cura dei bambini era responsabilità di tutti.

A sostenere questo scenario sono due studiosi statunitensi, Christopher Ryan e Cacilda Jethà, nel saggio In principio era il sesso. Come ci accoppiamo, ci lasciamo e viviamo l’amore oggi (Odoya editore), che ha avuto grande eco e diviso la comunità scientifica statunitense.

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La Giunta

Niscemi, 3 aprile 2015

Neuland

Neuland

Ho appena finito di leggere Neuland di Eshkol Nevo

Neuland, ovvero Nuova Terra, il luogo dell’accoglienza verso cui idealmente convergono i percorsi dei diversi protagonisti di questo libro: quello di Dori e Inbar, che partono da Israele per arrivare nella lontana Argentina, alla ricerca di Meni Peleg, padre di Dori, eroe della guerra del Kippur, scomparso in Sudamerica; ma anche il lungo cammino della nonna di Inbar, Lili, il cui viaggio inizia a Varsavia, all’età di 21 anni, a bordo della Tiger Hill, in fuga dal nazismo.

Nevo intreccia queste vicende, inserendo nella trama elementi poco conosciuti del mito e della storia di Israele, che aiutano a comprendere meglio la complessità di questo Paese, quali la leggenda dell’ebreo errante o le vicende del barone Hirsch, promotore di un utopico progetto di insediamento ebraico in Argentina, metafora di ciò che Israele “avrebbe potuto essere ma non è”.

“Quando vai errando, i tuoi ricordi d’infanzia sono così concreti che uno di loro potrebbe anche sedersi vicino a te sull’autobus. Quando vai errando, i lacci delle scarpe dell’animo ti si slacciano più spesso.”

Reef di St. John 2014

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Il reef di St. John è un arcipelago di atolli corallini situato nel mar Rosso meridionale, all’altezza del Tropico del Cancro.

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Qui sotto un primo montaggio “sperimentale” di alcune riprese subacquee effettuate con GOPRO Hero 3